Saremo presenti a Febbraio alla FIERA SPOSI 2012 presso VERONA FIERE
Vino Novello 2011

Saremo presenti a Febbraio alla FIERA SPOSI 2012 presso VERONA FIERE

In occasione della Fiera del Matrimonio, che si svolgerà in contemporanea con la Fiera “Vivi la casa”Verona Fiere dal 18 al 20 e dal 24 al 27 Febbraio 2011, presenteremo le ultimissime idee per la Bomboniera Gastronomica, nostro vanto per essere messaggera del gusto ..e di buon gusto!

La nostra postazione: PAD. 11  STAND  C3

Abbiamo a disposizione alcuni biglietti omaggio per la fiera, che consentirà ai visitatori anche l’accesso alla fiera dell’arredamento e della casa che si svolgerà nel padiglione adiacente.

Chi è interessato a farci visita ci scriva  a servizioclienti@gioieesapori.it specificando nell’oggetto la richiesta e mettendo i propri dati (nome e indirizzo, completo di CAP). Provvederemo a spedire a casa il biglietto.

Vi aspettiamo con tantissime novità!

FESTA DEL VIN FRIULARO 2011 – 16° edizione

Scritto nella categoria Blog dei sapori

Domenica 20 novembre 2011

Per festeggiare la nuova DOCG l’ingresso alla manifestazione è gratuito dalle ore 11.00 alle 22.00

presso
IL DOMINIO DI BAGNOLI
Piazza Marconi 63

Bagnoli di Sopra (PD)

Il Friularo di Bagnoli è un’uva di antica fama, che ha rappresentato la viticoltura patavina per secoli. I monaci benedettini la coltivarono per primi nelle fertili pianure di Bagnoli, adottando l’usanza di raccogliere le uve nel tardo novembre, per ottenere un vino pieno, robusto, più complesso ed intenso nei profumi.

Oggi il Friularo Vendemmia Tardiva è un vino  DOC ma tra pochi giorni diventerà DOCG .

Come da tradizione, la terza domenica di Novembre, si celebra l’inizio dell’ultima vendemmia dell’anno con una grande festa aperta al pubblico.


L’evento inizierà alle ore 11.00 di domenica 20 novembre presso il Dominio di Bagnoli, cantina di antichissima origine, fondata nel 954 D.C., situata nel complesso monumentale di Villa Widmann Borletti, al centro della zona di produzione dei vini Bagnoli.

Il pubblico potrà assistere ad una vendemmia dimostrativa e degustare i vini dei produttori del territorio.

Durante la giornata si potrà visitare l’esposizione di macchine agricole storiche, antichi carri e attrezzi con i quali sono stati lavorati, terreni, vigneti e uve.
Su prenotazione si potrà fare un breve volo in elicottero per poter vedere da una prospettiva inusuale tutta la bellezza di una campagna mirabilmente curata.

Chi invece preferisce un tuffo nel passato è previsto un servizio guidato di carrozze e cavalli per poter ammirare sentieri, boschi e vigne del territorio.

Per tutta la giornata nei granai settecenteschi del Dominio, funzionerà il servizio ristorante con piatti tipici della cucina veneta: risotto al vino Friularo, lo spezzatino con la polenta, la tradizionale specialità del “Bue rosto”, il formaggio Blu del Dominio e la focaccia all’uva friulara.

In contemporanea sempre nei granai si potranno degustare ed acquistare le specialità gastronomiche direttamente dai produttori locali.

Il programma culturale prevede inoltre tour guidati ai giardini storici e alle collezioni di statue settecentesche di Villa Widmann-Borletti.
Chi ama la natura, potrà visitare, accompagnato da esperti, le coltivazioni, i boschi e le zone di nidificazione della fauna selvatica nel loro aspetto invernale.

La festa non verrà in alcun modo condizionata dal brutto tempo. Infatti in caso di pioggia gli eventi verranno spostati all’interno dei granai storici e delle cantine.

Il programma aggiornato della manifestazione è sul sito www.ildominiodibagnoli.it

Nuovo arrivo: la Vernaccia nera di Serrapetrona Alberto Quacquarini

Scritto nella categoria Blog dei sapori, Vini e Liquori

Alberto Quacquarini

L’abbiamo conosciuta un po’ per caso, tra un prodotto marchigiano e l’altro, e ora con l’orgoglio di chi ha fatto una scoperta unica lo proponiamo a tutti coloro che vengono a trovarci in negozio, anche agli astemi!

Scoprendo la storia di questo vino, e conoscendo anche il metodo di coltivazione impiegato, trattasi di agricoltura biologica,  ne apprezziamo ancor più le caratteristiche: è un vino apparentemente semplice al palato, ma che sa regalare fragranze e aromi fruttati deliziosi,  con una nota in più: la spuma.

Ad Alberto Quacquarini si deve la notorietà di questo particolare vino ottenuto dalla Vernaccia nera,  uva autoctona di Serrapetrona, dove da sempre si spumantizza la vernaccia da uve a bacca rossa.  E’ stata però la famiglia Quacquarini che  ha permesso la conoscenza di questo particolare vino, credendo nella tradizione e nelle sue  peculiarità, portandolo ad un livello di generale gradimento e facendolo conoscere anche al di fuori della provincia di Macerata.

Unico vino italiano a tripla fermentazione,  per la produzione della Vernaccia di Serrapetrona si eseguono più fasi di lavorazione: la vendemmia si fa a settembre, ma solo metà della quantità di uva raccolta verrà  pigiata; l’altra metà sarà appesa a graticci in luoghi ventilati fino a gennaio, favorendo così la concentrazione di zuccheri.  A seguire, verso la metà di gennaio, l’uva appassita verrà pigiata e unità nei tini con il vino pigiato a settembre.

Il vino riposerà fino al settembre successivo quando verranno aggiunti lieviti selezionati e zucchero per favorire la presa di spuma. Il vino sarà tenuto poi in autoclave per altri sei mesi:al termine dei sei mesi il vino diventerà frizzante e sarà dolce.

Se invece ci rimarrà 8 o 9 mesi il vino Vernaccia diventerà secco poichè lo zucchero residuo si trasformerà in alcool.

Sono pertanto due le versioni di Vernaccia  di Serrapetrona: la Nera dolce e la Nera secca.

Vernaccia nera Dolce

La Vernaccia nera dolce è molto intrigante, profumata di frutta matura, assai persistente e ricorda vagamente il Recioto della Valpolicella, ma la caratteristica delle bollicine crea un effetto di maggiore leggerezza rispetto al Recioto.  Si abbina a dolci secchi, agli speziati e ai dolci a pasta lievitata.

Per altre informazioni: Vernaccia di Serrapetrona dolce

Vernaccia nera Secca

La Vernaccia nera secca è un vino con un bel carattere e corpo, ma la sensazione di leggerezza è prevalente e lo rende consigliabile in abbinamento a carni alla griglia, maiale arrosto e carni bianche in genere.

Per altre informazioni: Vernaccia di Serrapetrona secca

Gioie e Sapori presenta la NUOVA COLLEZIONE 2011: Emozioni&Sapori – La Bomboniera Gastronomica

Scritto nella categoria Blog dei sapori, Bomboniera gastronomica

Le migliori selezioni di prodotti italiani di qualità e origine certificata, dai condimenti, al vino, ai prodotti dolciari,  in una nuova veste regalo: la Bomboniera alimentare, ideata e realizzata da Gioie e Sapori, da sempre custode delle tradizioni enogastronomiche italiane di qualità.

Gioie e Sapori però non si ferma alla tradizione: nel confezionare i prodotti propone idee innovative e particolari, sempre di “buon.. gusto”.

Per informazioni: info@gioieesapori.it


GALLERIA FIERA E’SPOSI  di PADOVA  -  4-5-6 febbraio 2011

FIERA E’SPOSI 2011 DAL 4 AL 6 FEBBRAIO 2011 A PADOVA

Scritto nella categoria Articoli da regalo, Blog dei sapori

GIOIE E SAPORI PRESENTA LA BOMBONIERA GASTRONOMICA: TANTE IDEE UTILI E DI SICURO GRADIMENTO PER LASCIARE  AGLI OSPITI UN RICORDO DI “BUONGUSTO”..



Dopo il positivo riscontro della precedente edizione della fiera E’sposi svoltasi a Padova nel 2010, anche quest’anno Gioie e Sapori proporra’ la bomboniera alimentare, con nuove selezioni di prodotti e nuove confezioni.

Verranno esposti  i migliori prodotti della tradizione italiana, dove non potrà assolutante mancare il vino e l’olio extravergine, vestiti a festa e con nuove idee per la personalizzazione della bomboniera.


Un sicuro successo per che desidera una bomboniera anticonformista e nello stesso tempo che rispecchi i propri gusti e sia un segnale di attenzione alla qualità di ciò che mangiamo.

Gioie e Sapori, da sempre attenta alla qualità del cibo nonchè alla serietà e filosofia di chi lo produce, persegue la volontà di creare  obiettivi comuni tra consumatori e produttori, aprendo un ponte di comunicazione fra le parti che non sia solo di tipo commerciale, ma di  studio e confronto per la salvaguardia della tradizione alimentare di qualità a beneficio del consumatore.

Su questa idea è nata la Bomboniera Alimentare di Gioie e Sapori, che può dirsi  senza tempo e senza limite di fantasia, tanti sono i piatti della gastronomia italiana a cui ispirarsi.  Assolutamente obbligatorio però che siano di qualità superiore e che racchiudano metodi di produzione sostenibili, nel rispetto dell’ambiente.

Vi aspettiamo numerosi!

Per INFO sulla manifestazione vedi anche:

http://www.esposipadova.it/

http://www.padovafiere.it/

FOTO di GIOIE E SAPORI  –   FIERA E’SPOSI 2010


SALMONE AFFUMICATO SCOZZESE GRANT’S 1° scelta

Scritto nella categoria Blog dei sapori, Cose buone

Il Salmone Scozia Affumicato Grans’t è pescato nel Mare delle Isole Orkney e Shetland.

La lavorazione tradizionale permette di ottenere carni rosee e sode, dal sapore delicato e raffinato.

Inoltre l’affumicatura naturale con legna e trucioli di botte di Whisky ne raffina ancor più il sapore.

Ideale come piatto leggero e saporito per una serata in compagnia, o per il cenone di San Silvestro,

è’ disponibile in baffa intera di circa 800 gr,  oppure pre-affettato in confezioni da 500gr oppure da 200gr.

Scadenza minima: fine febbraio 2011. Si conserva il frigo.

PREZZI:

SALMONE SCOZIA GRANT’S INTERO circa 800 gr € 46, 00 al kg (circa € 36,00  cad.)

SALMONE SCOZIA GRANT’S  PRE-AFFETTATO 500 gr :  € 26,00 cad.

SALMONE SCOZIA GRANT’S  PRE-AFFETTATO 200 gr :  € 15,00 cad.

Abbinamenti consigliati:

- su crostino di pane tiepido con riccioli di burro accompaganto da Spumante Metodo Classico Classese.

- su crostino di pane tostato con salsa delicata all’aglio biologica (Aiolì) da abbinare alla birra artigianale  Amiata Contessa.

- su crostino di pane tostato con salsa saporita biologica all’Aneto e Lugana Superiore Vegnie Vecie Fraccaroli.

Auguri di Buon Anno Nuovo.

FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO 2010 ad Acqualagna

Scritto nella categoria Blog dei sapori

Fiera nazionale del tartufo Acqualagna 2010

Inaugurata ieri 31 ottobre 2010 ad Aqualagna, in provincia di Pesaro e Urbino, la 45° Fiera Nazionale  del Tartufo, la più grande  mostra mercato del tartufo d’ Italia.

Nell’edizione del 2009 vi hanno partecipato 200 mila visitatori, di cui 2500 circa erano stranieri.

La manifestazione proseguirà anche nelle seguenti date: 1, 6, 7, 14 novembre 2010.

Su uno spazio aperto di  5000 mq sono circa  100  gli espositori e ben 80 gli stand dove si possono acquistare i tartufi direttamente dai produttori.  Sul sito web del comune di Acqualagna sono liberamente scaricabili le quotazione aggiornate dei tartufi.

Durante la fiera alcuni rinomati chef  daranno dimostrazioni delle possibili applicazioni in cucina per questo prezioso e pregiatissimo ingrediente, e per la buona riuscita dei piatti acconsentiranno a svelare alcuni segreti professionali.   In una cucina allestita come un platea teatrale insegneranno le migliori tecniche di utilizzo del tartufo, dando sfogo alla propria fantasia.

Ci saranno anche molte altre iniziative di promozione del territorio, con laboratori del gusto e degustazione dei prodotti tipici locali.

Scarica il programma completo della manifestazione da qui.

Ma cos’è di preciso il tartufo e perchè da secoli affascina la nostra gastronomia?

Apprezzato fin dall’antichità, ma accessibile solo a mense benestanti perchè raro allora come oggi, ha avuto varie forme di utilizzo in cucina: non ci sono purtroppo molte fonti che ci parlano dell’uso del tartufo in cucina prima del 1500 ed è opinabile che fossero altri tipi di funghi quelli di cui ci è giunta notizia.  Nei secoli scorsi si sa comunque che il tartufo aveva preso il posto dell’aglio, per gli effetti che riconosciamo all’aglio. Sembra comunque che l’intenso e complesso aroma silvestre del tartufo trovasse molti estimatori.  Imbandire la tavola con piatti a base di tartufo, per la preziosità dello stesso e la difficoltà di reperirlo, era un segno di distinzione delle classi aristocratiche.

Con il termine di Tartufo si comprendono dei funghi ipogei ascomiceti, che crescono sottoterra spontaneamente, in associazione simbiotica con una pianta superiore, molto spesso Querce, Lecci, Castagno e/o altre  latifoglie. Con queste piante i tartufi stabiliscono un rapporto di mutuo beneficio. La medesima associazione si  verifica per esempio anche tra i porcini e i Castagni, o per altre specie sia animali che vegetali.

La natura spontanea dell’associazione non permette pertanto di dare per scontata la presenza dei tartufi nel sottosuolo. Ci sono condizioni pedoclimatiche che  ne favoriscono la presenza e quindi si possono identificare delle zone vocate, ma non è così naturale trovarli neanche in queste zone.  Attualmente dopo molti studi sul terreno e sulla flora, gli addetti ai lavori riescono ad avere soddisfacienti risultati di mantenimento presso le tartufaie già esistenti.

La  legge italiana con il nome Tartufo comprende  9 specie più o meno pregiate, ma tutte commestibili. Ne vieta altresì la commercializzzazione quando i tartufi sono ancora immaturi.

Tartufo bianco

Tartufo Bianco

Comunemente siamo abituati a suddividerli in due grandi gruppi: il Tartufo Bianco e il Tartufo Nero.

Tartufo bianco in fette

Il tartufo bianco o Tuber magnatum è la specie più preziosa in assoluto, anche dal punto di vista economico.

Trova il suo regno fra le colline del Centro Italia, per questo Acqualagna è stata non a caso nominata la capitale del tartufo bianco.

Nel Nord Italia invece il primato spetta  al tartufo bianco delle Langhe: il re è il Tartufo di Alba, famoso soprattutto perchè veniva  molto richiesto nei secoli passati presso le mense reali francesi.

Tartufo nero

Tartufo nero

Il tartufo nero è  un po’ più “comune” perchè comprende diverse sottospecie e lo si può trovare in diversi periodi dell’anno. Alcuni lo preferiscono al tartufo bianco.

I tartufi neri si suddividono principalmente in due categorie: il tartufo nero pregiato o invernale (Tuber melanosporum) e il tartufo nero estivo (Tuber aestivum).

Tartufo nero pregiato di Norcia

Tartufo nero pregiato

Per il tartufo pregiato il più apprezzato è quello di Norcia, raccolto appunto durante l’inverno.

Tartufo nero Aestivum

Il tartufo nero estivo è di qualità leggermente inferiore a quello invernale, e  si differenzia per il colore nocciola della polpa e per una  minore intensità aromatica

Per la raccolta mirata in Italia ora si impiegano cani addestrati allo scopo, mentre in epoche passate era comune andare a caccia di tartufi con il maiale, pratica ancora in uso in Francia ma vietata in Italia per le devastazioni all’ambiente provocate dal maiale non controllato.

Premio Qualità-Prezzo SANGUE DI GIUDA OLTREPO PAVESE 2009 DOC Az. agr. Quaquarini Francesco

Scritto nella categoria Blog dei sapori, Prodotti tipici
Il Sangue di Giuda Oltrepo Pavese è un vino particolarmente gradito per la sua freschezza e aromaticità,  che si accompagna sia a pietanze leggere e dietetiche sia a momenti un po’ più golosi, in abbinamento a dolci secchi e mandorle.

Segnaliamo che la produzione di Fancesco Quaquarini ha ricevuto il PREMIO QUALITA’-PREZZO all’interno della Guida Berebene Low Cost 2011 , l’ormai storico Almanacco del Gambero Rosso rivolto agli appassionati del mondo del vino attenti al giusto equilibrio tra qualità e prezzo,  senza rinunciare però a ricercare i prodotti migliori.

Le caratteristiche del vino

Uvaggio: Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto
Colore: Rosso rubino brillante
Profumo: intenso, armonico, con sentori di bacche rosse
Sapore: dolce con grande struttura e persistenza
Grado alcolico: 7% Vol. + 7% Vol.
Vino da bere fresco, si presta ad accostamenti con il piccante e il dolce.

Ulteriori info sul prodotto : Oltrepo Pavese Sangue di Giuda

Per info sul produttore: Francesco Quaquarini

INIZIATIVA SLOW FOOD PER AIUTARE I PASTORI

Scritto nella categoria Blog dei sapori, Prodotti tipici

E’ da poco iniziato a Torino “Il Salone del Gusto”, una tra le più importanti rassegne di prodotti e culture alimentari italiane e da tutto il mondo. Sotto la direzione e in linea con la filosofia di Slow  food, i piccoli produttori, parliamo anche della singola famiglia o di una persona che si dedichi, hanno la possibilità di farsi conoscere da migliaia di persone. Nella scorsa edizione del 2008 sono stati circa 8000 le persone che hanno partecipato, accumunate unicamente dalla passione per il buon cibo, e da una certa volontà di riscoprire cose semplici. Le carte in regola per i produttori per farsi accogliere in questa importante vetrina di sapori autentici  sono tre:  essere Buono, Pulito e Giusto; le ha così sintetizzate colui che ha dato vita al movimento Slow food, Carlo Petrini.

La filosofia del “buono” è abbastanza facile da recepire:  buono ha senz’altro a che fare con il gusto di ogni persona, pertanto la cosa deve piacere, e il piacere è la parte un po’ edonostica e leggera della filosofia Slow food, quella che ha a che fare con il piacere procurato dall’assaporare cose buone,  il piacere di parlarne insieme e che richiama pertanto convivialità e una certa voglia di riscoprirle icon altre persone.  Fare le cose  buone richiede non solo la capacità di produrle, e quindi abilità, ma anche e soprattutto impegno morale: si intende che il cibo sia “buono per l’uomo” nella sua totalità, per il corpo e per la mente, non semplicemente che non faccia male, ma che siano estraneo a trattamenti che ne deteriori la sostanza, tale che possa procurare una situazione di non benessere all’uomo e all’ambiente, che non sia pertanto contro natura anche prospettandolo a distanza di anni.

Ecco perchè l’occhio di Slow food è puntato verso la tradizione: la tradizione raramente ha tradito l’umanità; ha superato le mode e le prove del tempo, ed è per questo degna di creare un modello. La tradizione lancia un ponte tra il passato e il futuro, ci aiuta a non dimenticare le nostre radici, e ci consola nei momenti di smarrimento indicandoci pure una strada sicura da percorrere.  Non a caso uno dei pilastri portanti delle culture sono proprio le tradizioni.

“Pulito” è un po’ più difficile da interpretare.., cosa significa? Lavato, sterile, senza contaminazioni?  Sicuramente no. Fortunatamente quasi tutti noi non siamo nati per vivere sotto una campana di vetro, ma per interagire con la natura. Già, la natura.. e chi la preserva? Ci dedichiamo abbastanza attenzione? La consegneremo alle prossime generazioni come l’abbiamo trovata (uno scout direbbe “meglio di come l’abbiamo trovata”)?  E i prodotti che lavoriamo, prendendoci in prestito la terra, l’acqua e l’aria, rispettano l’ambiente e lo preservano per le generazioni successive? Ecco cosa intende Petrini quando parla di “pulito”: ciò che si produce non deve avere debiti con l’ambiente, ma deve essere rispettoso e salvaguardarlo, adottando pratiche che ne migliorino sensibilmente lo stato.

“Giusto”, anche questo potrebbe sembrare scontato, ma cosa è giusto?  Trovare un prodotto buono ad un basso prezzo? Forse questo più che giusto potrebbe essere utopistico.. e poi “giusto” per chi? Sicuramente dovrà essere giusto per tutti. Giusto per chi deve compensarsi delle energie spese per  produrre cose buone e pulite, e giusto per chi mangia e può gratificarsi mangiando cose buone e pulite, sapendo che l’atto di consumarle aiuta a sostenere alla fonte la propria volontà di preservare tradizioni e ambiente, e quindi la nostra identità.

In forza di queste riflessioni non possiamo evitare di pubblicare una lettera di slowfood a sostegno delle produzioni casearie a latte ovino, tra le migliori esistenti in Italia, che hanno veramente bisogno dell’attenzione e il sostegno da parte di tutti.

(Informiamo il lettore che pubblichiamo sul sito di Gioie e Sapori la lettera che segue con l’unico scopo di  favorire la diffusione dell’iniziativa:  Gioie e Sapori è pertanto esente da qualsiasi trattativa. Per partecipare all’iniziativa si deve pertanto far riferimento al sito web di Slow foodIn fondo alla lettera troverete anche il contatto email dell’iniziativa)

“…..Dalla Sardegna alle montagne d’Abruzzo, i piccoli produttori sono in forte crisi, e protestano perché il prezzo che ottengono per il loro latte non basta neppure a coprire i costi, è fermo al livello di trent’anni fa mentre, in questi anni, i pastori hanno ammodernato ovili e costruito caseifici a norma, contraendo mutui.  Le industrie trasformatrici sostengono di non poter pagare un centesimo di più, perché fanno fatica a vendere – i consumi di pecorino sono in calo – ma nello stesso tempo aumentano le delocalizzazioni e le importazioni di grandi quantità di latte dall’Est a prezzi bassissimi.

In Sardegna – la regione al mondo che produce più latte ovino – i caci si accumulano nelle stagionature invenduti, l’esportazione è in affanno, il prezzo del latte ha raggiunto i minimi storici (65 centesimi al litro, ma per recuperare i costi e guadagnare qualcosa non dovrebbe essere inferiore a 80). Allo stesso modo soffrono altre aree storicamente vocate alla pastorizia: Molise, Campania, Sicilia. In Abruzzo molti pastori, stanchi di ricorrere ai mutui e alle anticipazioni delle banche, iniziano a vendere le pecore.

Eppure l’allevamento ovino è una risorsa fondamentale per le montagne e per le aree più marginali e depresse del nostro Paese.

Se si vuole dare una speranza a migliaia di piccole aziende bisogna fare resistenza: una solidale “resistenza casearia”. Per  ristabilire la dignità di produrre secondo tradizione, conservando razze antiche, proteggendo dal degrado territori incontaminati. Guadagnando il giusto.

Il gruppo di acquisto organizzato da Slow Food propone un pacco contenente una forma di Fiore Sardo dei pastori, Presidio Slow Food, e una forma di pecorino abruzzese del Presidio del Canestrato di Castel del Monte o della Comunità del cibo dei pastori dell’Appenino Abruzzese e Molisano.

Il gruppo di acquisto garantisce ai produttori 16,00 Euro al kg + Iva, per premiare una forma di allevamento che rispetta cultura e territorio: le pecore pascolano in territori incontaminati, molti produttori sono biologici e molte delle aziende coinvolte si trovano all’interno di aree protette – Parchi Nazionali d’Abruzzo, della Majella, del Gran Sasso e Parco Regionale del Sirente-  gli animali si nutrono di erba fino a quando la stagione lo consente, le tecniche di produzione sono tradizionali.

Il Fiore Sardo dei Pastori, prodotto dagli aderenti all’Associazione Pastori di Barbagia, Presidio Slow Food, è il più antico formaggio di Sardegna. Viene prodotto a latte crudo, a ogni mungitura. I pastori vivono in abitazioni vicine agli ovili, spesso a decine e decine di chilometri dalle loro famiglie, e non lasciano mai il gregge incustodito. Il loro latte è lavorato ancora con la lapiolu, la grande caldaia di rame stagnato fatta a campana.Il canestrato di Castel del Monte, abruzzese, è il pecorino storico della transumanza, quello che  da secoli si produce sui pascoli dell’Appennino abruzzese. Su questo formaggio e sulla lana delle pecore si costruivano fortune. Oggi la realtà è ben diversa. Il progetto coinvolge alcune aziende del Gran Sasso che lavorano latte proprio e latte raccolto da 17 piccoli allevamenti locali, e la Comunità del cibo dei pastori dell’Appennino Centrale Abruzzese e Molisano, che riunisce 12 aziende – molte biologiche -   che lavorano esclusivamente latte del proprie pecore.

Il pacco costa ……più le spese di spedizione e contiene una forma di fiore sardo dei pastori (peso da 3 a 4 kg) e una forma di pecorino abruzzese (da 1,8  a 3 kg). Al prezzo pagato ai pastori abbiamo sommato solo i costi per il confezionamento, la gestione degli ordini e il trasporto del formaggio per i riordini.

Non ci sono altri intermediari oltre a Slow Food, che non ricava nessun utile dall’operazione.

Per maggiori informazioni sul progetto:  infopresidi@slowfood.it

Arriva l’autunno: torna la voglia del cioccolato

Scritto nella categoria Blog dei sapori, Cose buone


Alcune curiosità sul cacao.

Theobroma cacao è il nome scientifico con il quale C. Linneo identificò la pianta del cacao.

Theobroma, parola greca, significa “cibo degli dei” mentre cacao deriva da Kakawa che, nella lingua degli indigeni indicava la pianta del cacao.

La pianta del cacao è originaria delle foreste umide dei tropici americani e scrupolose ricerche botaniche ne attestano la presenza già 6000 anni fa.

Furono però i Maya a dare l’avvio alla coltivazione delle piantagioni più di 2000 anni fa. Essi lo utilizzavano come alimento ma anche come prezioso bene di scambio. Il cacao infatti veniva consumato durante le cerimonie importanti e durante i riti sacrificali veniva offerto alla vittima prescelta per consolarla nell’attesa della morte.

Nel 1502 Cristoforo Colombo assaggiò una preparazione a base di cacao e portò in Europa alcuni semi da mostrare a Ferdinando e Isabella di Spagna che non si mostrarono però particolarmente entusiasti della scoperta.

Successivamente, Hernàn Cortèz alla corte di Montezuma II ha modo di apprezzare la bevanda che a quel tempo si preparava solo con cacao ed acqua,  e decide di portarne in Spagna le fave e l’esatta ricetta per la preparazione: da quel momento l’Europa non smetterà più di consumare cacao.

Il cacao si suddivide in due varietà principali: Criollos (o Finos) e Forasteros (o Amazonicos).

I Criollos sono considerati di migliore qualità. Facilmente attaccabili da malattie, infezioni e minacciati dalla drastica riduzione del loro Habitat rappresentano solo il 3% della produzione mondiale. La finezza dell’aroma rendono le preparazioni uniche.

I cacao Forasteros sono alberi robusti,  più resistenti rispetto ai creoli, ma sono considerati di qualità inferiore. Esistono poi i cacao Trinitari, che presentano caratteristiche e qualità intermedie. Sono cacao selezionati a Trinidad come incroci naturali tra i Criollos, dei quali ricordano la finezza dell’aroma e i Forasteros dai quali hanno ereditato la resistenza alle malattie. Essi rappresentano il 10-15% della produzione mondiale.