Alcune curiosità sul cacao.

 

Theobroma cacao è il nome scientifico con il quale C. Linneo identificò la pianta del cacao.

Theobroma, parola greca, significa “cibo degli dei” mentre cacao deriva da Kakawa che, nella lingua degli indigeni indicava la pianta del cacao.

La pianta del cacao è originaria delle foreste umide dei tropici americani e scrupolose ricerche botaniche ne attestano la presenza già 6000 anni fa.

 

 

 

 

 

Furono però i Maya a dare l’avvio alla coltivazione delle piantagioni più di 2000 anni fa. Essi lo utilizzavano come alimento ma anche come prezioso bene di scambio. Il cacao infatti veniva consumato durante le cerimonie importanti e durante i riti sacrificali veniva offerto alla vittima prescelta per consolarla nell’attesa della morte.

Nel 1502 Cristoforo Colombo assaggiò una preparazione a base di cacao e portò in Europa alcuni semi da mostrare a Ferdinando e Isabella di Spagna che non si mostrarono però particolarmente entusiasti della scoperta.

 

Successivamente, Hernàn Cortèz alla corte di Montezuma II ha modo di apprezzare la bevanda che a quel tempo si preparava solo con cacao ed acqua,  e decide di portarne in Spagna le fave e l’esatta ricetta per la preparazione: da quel momento l’Europa non smetterà più di consumare cacao.

 

 

 

 

Il cacao si suddivide in due varietà principali: Criollos (o Finos) e Forasteros (o Amazonicos).

I Criollos sono considerati di migliore qualità. Facilmente attaccabili da malattie,infezioni e minacciati dalla drastica riduzione del loro Habitat rappresentano solo il 3% della produzione mondiale. La finezza dell’aroma rendono le preparazioni uniche.

 

 

 

I cacao Forasteros sono alberi robusti,  più resistenti rispetto ai creoli, ma sono considerati diqualità inferiore. Esistono poi i cacao Trinitari, che presentano caratteristiche e qualità intermedie. Sono cacao selezionati a Trinidad come incroci naturali tra i Criollos, dei quali ricordano la finezza dell’aroma e i Forasteros dai quali hanno ereditato la resistenza alle malattie. Essi rappresentano il 10-15% della produzione mondiale.